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Le fiduciarie si candidano al ruolo di amministratori di patrimoni perché sono istituzioni autorizzate, trasparenti, soggette alla legge italiana, operanti all’interno dell’ordinamento italiano e soggette in qualunque momento della loro operatività al vaglio del giudice italiano. Sono quindi i soggetti più trasparenti nell’ambito di un’operatività che per il contesto in cui nasce necessita appunto della più assoluta trasparenza>>.

Al convegno di Roma dedicato alla legge “Dopo di noi” (112/2016) che vede le Fiduciarie protagoniste, il presidente Michele Cattaneo dell’Assofiduciaria ha così sottolineato l’importante e delicato nuovo ruolo di tale istituzione nell’ambito applicativo: questo il tema al centro del convegno di studio organizzato nella sede di Unioncamere da Assofiduciaria in collaborazione con l’Istituto Luigi Sturzo.

Nell’intervento di apertura, la sen. Annamaria Parente, relatrice della legge, ha ricordato l’iter complesso che ha portato all’atteso  riconoscimento del ruolo delle Fiduciarie e la valenza assoluta dell’istituto dell’affidamento fiduciario. Per le famiglie dei disabili gravi, una soluzione e una garanzia senza precedenti che mai prima si era presentata, neanche attraverso la formula del trust.

<<Vi è la necessità – ha detto Cattaneo – di valutare attentamente, nell’ambito di un confronto aperto, le realtà dei vari strumenti giuridici messi a disposizione dalla legge>>.

La nuova disciplina individua infatti quattro diversi strumenti idonei a proteggere gli interessi dei soggetti con disabilità gravi: le polizze di assicurazione; il trust; i vincoli di destinazione di cui l’art. 2645-ter del codice civile e, infine, i “fondi speciali, composti di beni sottoposti a vincolo di destinazione e disciplinati con contratto di affidamento fiduciario” (art. 1, c. 3, l.n. 112/2016).
Le società fiduciarie intendono appunto assumere il compito di amministrare i fondi speciali destinati a garantire i bisogni specifici delle persone con disabilità gravi che restino prive del sostegno familiare.
I fondi speciali sono a loro volta costituiti da beni che le famiglie intendono lasciare al disabile e sono quindi sottoposti a un vincolo di destinazione, oltre ad essere disciplinati con contratto di affidamento fiduciario.

La legge Dopo di noi introduce questo contratto, ma non lo disciplina. Per questo, Assofiduciaria ha elaborato un nuovo modello contrattuale per l’amministrazione fiduciaria dei fondi speciali, così da permettere ai potenziali affidanti (le famiglie dei disabili o chi ne ha la tutela) di rivolgersi alle società fiduciarie.

<<Le Fiduciarie – ha poi commentato il presidente Valerio Vico di Fiduciaria Marche – rappresentano oggi nel nostro Paese gli unici soggetti abilitati legalmente e trasparentemente ad amministrare beni per conto terzi in forma imprenditoriale>>.

Il contratto, interamente disciplinato dal diritto italiano, prevede un’autonomia decisionale ristretta in capo alla società fiduciaria e fonda invece il fulcro decisionale sui “garanti”, sia per le attività economico-giuridiche che per le attività medico-sanitarie, che avranno la responsabilità delle scelte nell’interesse del disabile privo di sostegno familiare. La società fiduciaria, nel ruolo di amministratore  istituzionale che per legge le è riservato, vigilerà invece sulla conformità delle indicazioni dei garanti al programma individuato nel contratto, inteso come l’insieme delle finalità disposte dalla famiglia del disabile

Circa 16 miliardi di euro sarebbe la cifra che la legge “Dopo di Noi” (n. 112/2016) potrebbe movimentare in Italia grazie all’istituto dell’affidamento fiduciario che la rende sicura e trasparente, oltre che fiscalmente davvero vantaggiosa.

Il recente convegno a Roma sulla legge “Dopo di Noi” dove si è ufficialmente riconosciuto il ruolo delle Fiduciarie nell’affidamento dei beni dei disabili gravi da parte dei familiari per assicurarne la cura dopo la loro scomparsa, è lo spunto per una riflessione economica e contabile, tanto semplice quanto importante. Dai più recenti rilievi statistici fatti dall’ISTAT sulla popolazione italiana, infatti, riferiti dal Presidente Giorgio Alleva alla 11° Commissione “Lavoro, Previdenza sociale” del Senato ad aprile dello scorso anno, le persone con disabilità in Italia, accertate dalla legge 104/92 sono circa 3,2 milioni, fra gli individui con più di sei anni di età, di cui 2,5 milioni di anziani. Fra questi, la maggioranza sono donne (70,1%) contro il 30,8 degli uomini.

Ma il dato che corrisponde alla legge “Dopo di Noi” che riguarda la “disabilità grave” è molto più ristretto: infatti secondo tali rilevazioni, si riconosce “grave” il disabile che ha maturato il diritto all’indennità di accompagno, ossia nel 2014, 1.858.440 persone. Di questi si prendono in considerazione solo chi ha disabilità non riferibile alla vecchiaia, ossia al naturale decadimento della persona stessa a causa dell’età (per esempio chi contrae malattie degenerative). Studi più approfonditi, incrociati con i dati del censimento, inducono ad includere nella platea dei potenziali destinatari della legge “Dopo di Noi” solo i disabili gravi al di sotto dei 65 anni che hanno perso i genitori (38mila) e quelli (89mila) che vivono con genitori anziani, per un totale di 127mila persone. Ma appare interessante e da includere anche il numero dei disabili gravi che perderanno tutti i familiari entro cinque anni (12.600).
Pertanto il numero finale rilevante ai fini di una stima di movimento economico causato dalla “Dopo di Noi”
riguarda circa 139.600 persone. Infatti di questi il 63% dei figli è a rischio, mantenuto economicamente dalla famiglia; di quelli adulti con più di 25 anni, il 69% vive con un reddito proprio ma il 64% è inabile al lavoro mentre il 50% dei figli a rischio ha risorse economiche scarse o insufficienti.

Si vede dunque quanto la legge 112/2016 diventi più che necessaria. Ora, da un semplice calcolo, stabiliamo che alcuni di loro abbiano un genitore, che possa lasciare al figlio la casa per garantirgli un futuro di sopravvivenza e di cure. Il bene immobile, avrà un valore medio di 120mila euro (stima per difetto). La pensione d’invalidità e alcuni risparmi dei genitori previdenti, dovrebbero permettere inoltre l’accantonamento preventivo di circa 50mila euro affinchè il figli non autosufficiente abbia un fondo spese minimo di autosostentamento (Una fiduciaria potrebbe anche gestire un fondo speciale a favore di più disabili a cui i genitori conferiscono casa, liquidità e lavoro). Ma non tutte le famiglie possono disporre sia della casa che di una cifra di almeno 50mila euro. Diciamo che il numero complessivo si riduce di un
terzo abbondante? Dunque, nel nostro calcolo prudente, la cifra complessiva che si ottiene dalla moltiplicazione di un valore medio di 120mila euro (la casa) più 50 mila (il sostentamento), per 139.600 persone meno un terzo è il seguente: 139.600-1/3= 93000 X (120.000+50.000)= 15.810.000.000. Ossia poco meno di 16 miliardi di euro.

Una cifra enorme che movimenterebbe un’intera economia in favore della tutela delle persone disabili gravi, del loro futuro e delle possibili cure che evidentemente darebbero lavoro a tantissime persone, a livello medico, sociale, associativo aprendo opportunità di assistenza, sedi, strutture, apparecchiature, nuove professionalità.

qui il link all’articolo sulla rivista mensile Mondo del Lavoro di Maggio 2017

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